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logo r Lunedì 25 marzo poco dopo le 13.30 si è sviluppato un incendio presso il sito di Cascina Settuzzi, discarica di proprietà comunale e in gestione alla società Ambiente Futuro srl. Prima delle 14.o0 erano già sul posto diverse squadre di Vigili del Fuoco. L’incendio ha interessato la zona sud/sud-ovest e ha riguardato “rifiuti speciali non pericolosi di natura eterogenea”.


Nel pomeriggio sono arrivati sul posto pattuglie della Polizia Locale, i Carabinieri, ambulanze, la Protezione Civile, la Polizia Stradale, i tecnici dell’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) e della ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale).
Abbiamo consigliato alla cittadinanza di tenere le finestre chiuse e alle associazioni sportive di evitare allenamenti all’aperto nella serata di lunedì, dato il fumo persistente su tutta la città.
Le operazioni di contenimento e di spegnimento dell’incendio sono proseguite senza sosta fino alla giornata di martedì.
Le attività della contigua piattaforma ecologica non hanno subìto interruzioni del servizio per i cittadini.

I primi rilievi fatti da Arpa nel pomeriggio di lunedì 25 vengono comunicati nel primo bollettino emesso dall’Agenzia stessa: “Le verifiche speditive, effettuate dai tecnici della squadra emergenze a partire dalle prime fasi dell'intervento, non hanno dato riscontri significativi dal punto di vista ambientale”. I campionamenti successivi provengono dai campionatori ad alto volume, posizionati in maniera fissa in città, per il monitoraggio in continuo degli elementi microinquinanti.

Le analisi dei dati provenienti da questi campionamenti sono state rese disponibili da Arpa nella giornata di martedì 2 aprile. Riportiamo dalla loro nota: “Le concentrazioni delle diverse diossine (PCDD) e furani (PCDF), rilevate tramite il campionatore posizionato sull'edificio del municipio di Mariano, hanno toccato nelle prime fasi dell'incendio valori di 2.40 pgTEQ/m³ (picogrammi, espressi in termini di tossicità equivalente alla cosiddetta "diossina di Seveso", per metrocubo), per poi scendere a 0.07 pgTEQ/m³ il giorno successivo e a 0.06 pgTEQ/m³ il terzo giorno. Si nota quindi che, grazie anche all'operato dei Vigili del Fuoco e alle condizioni atmosferiche favorevoli alla dispersione delle sostanze rilasciate dalla combustione, già dal secondo giorno i valori dei contaminanti atmosferici nell'abitato sono rientrati nei livelli normalmente registrati nella zona, nel medesimo periodo dell'anno. È importante ricordare che per i PCDD-DF non è previsto un limite di legge. Infatti, come riportato nelle raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: non viene proposta una linea guida per la qualità dell'aria relativamente a diossine e furani, poiché l'esposizione per inalazione diretta costituisce solo una piccola proporzione dell'esposizione totale, generalmente inferiore al 5% di quanto l'uomo assume normalmente ogni giorno attraverso il cibo. Le concentrazioni nell'aria di 0.3 pgTEQ/m³, o più alte, sono indicative di una sorgente locale che necessita di essere individuata e controllata. Tale valore è indicato come riferimento non per gli effetti sanitari diretti da inalazione, ma al fine di evitare la dispersione prolungata di questi inquinanti nell'ambiente e da qui, nel tempo, all'uomo.

Gli IPA, altri inquinanti monitorati per tutto il periodo emergenziale, non sono traccianti specifici delle combustioni di un incendio ma sono emessi da diverse sorgenti antropiche. Di conseguenza, le concentrazioni osservate nel centro di Mariano nel corso dell'evento (< 0.27 nanogrammi per metro cubo di benzo[a]pirene il 25 marzo, 0.89 ng/m³ il giorno successivo e 0.54 ng/m³ il terzo giorno) non possono essere attribuite esclusivamente all'incendio e in, in ogni caso, si sono attestate su valori in linea con le rilevazioni medie effettuate nella zona tra la stagione invernale e quella primaverile, come dimostra il confronto tra i valori rilevati dal campionatore e i dati provenienti dalla postazione fissa della rete di rilevamento della qualità dell'aria di Meda”.

A conclusione della sua relazione, Arpa scrive: “Si può affermare che il primo giorno dell’evento l’incendio ha avuto un impatto nel centro abitato di Mariano Comense che, se confrontato con i dati disponibili negli archivi di ARPA Lombardia, è da classificarsi tra quelli di rilevanza contenuta rispetto ad altri eventi che hanno riguardato incendi di rifiuti di varia natura in Regione Lombardia. Già dal secondo giorno, grazie all’operato dei Vigili del Fuoco, l’inquinamento dell’aria nell’abitato di Mariano Comense è rientrato nella normalità della zona e del periodo dell’anno”.

Alla luce di questi risultati attiviamo un confronto con ATS, ente deputato alla salvaguardia della salute pubblica.

Quali sono il presente e il futuro della discarica di Cascina Settuzzi?
Come noto, siamo nel percorso di chiusura definitiva dell’impianto (impianto aperto e attivo dal 1982). Il conferimento di materiale per la riprofilatura e la copertura – operazioni necessarie per la chiusura - lunedì 25 era al 92% del completamento.
Il percorso comunque non si ferma: la discarica ha la parola FINE già scritta. Dal giorno della chiusura partirà poi il periodo di cosiddetta “post-gestione”, un monitoraggio della durata di 30 anni.

Vogliamo qui ringraziare tutti coloro che si sono spesi senza sosta per gestire questa emergenza – sia in loco che sulle strade: Vigili del Fuoco, Polizia Locale, addetti dell’impianto, Carabinieri, Protezione Civile, Polizia Stradale, ambulanze, Arpa, ASST, ufficio Ambiente del Comune, Regione Lombardia e la Provincia di Como.

Mariano Comense, 3 aprile 2019